Allena la corteccia prefrontale sinistra… è proibito ma… fallo lo stesso…

Una parte della tua mente si sta atrofizzando e non lo sai ancora? Nuovi studi sul perchè a volte siamo tristi senza saperlo…

© Daniele TrevisaniStudio Trevisani Human Potential & Communication Research

La corteccia prefrontale sinistra (CPS) è la parte del cervello che ci aiuta a vivere le emozioni positive. E tu (mi sia pemesso questo tono confidenziale, almeno per pochi secondi)…  da quanto tempo non vivi davvero emozioni positive forti? Bella domanda vero? Spero, in cuore, da poco, ma non è da tutti. L’azienda, la famiglia, lo stress… accusiamo sempre loro, e se ci fosse un altro colpevole ben più cattivo e meglio nascosto? Le emozioni negative sono pane quotidiano. Ma questo, dicono gli studi recenti, ben più di quanto si dovrebbe.  La causa è una dieta televisiva e fimografica tutta particolare: la dieta che potenzia la CPD (Corteccia Prefrontale Destra). Adesso, per favore, seguimi Bene… molto Bene

E’ un dato scientifico, una scoperta delle neuroscienze. Con stimolazioni elettromagnetiche della zona CPS, si riesca a modificare la positività dei ricordi….  Al contrario, la corteccia prefrontale destra (CPD) elabora le emozioni negative. E allora? Tuto qui? NO. ... ti chiedo di fare un leggero zapping una di queste sere in tv, soffermati per qualche ora, su quello che danno in tv, qualsiasi film o programma in prima serata o tarda serata, ma al pomeriggio non va molto meglio… guarda le trasmissioni, quello che vuoi…  e conta… conta… renditi conto…  numericamente, conta… conta  quanto sono presenti atti come pugni, accoltellamenti, strangolamenti, tentativi di stupro, di violenza, aggressioni, spari, insulti, lotte verbali e fisiche… litigi, discussioni, conversazioni alterate, scene di sofferenza… bene… questi sono doni alla tua corteccia prefrontale destra, doni che non vuoi, pillole dopanti della CPD, ogni singolo schiaffone che vedi la attiva, ogni singolo atto di violenza, ogni singola persona che alza la voce… … quando avrai contato sarai un po più cosciente di quanto nutrimento riceve la tua CPD, così potrai meglio ringraziare per i doni che madre tv ti offre… a te a alla tua famiglia…

… bene, non è finita… siccome ciascuno di questi stimoli neuronali viene elaborato dalla corteccia prefrontale destra, essa risponde ai principi di supercompensazione (Sindrome Generale di Adattamento), in pratica si potenzia, come fanno i muscoli, si ipertrofizzano le connessioni, i circuiti neurali si amplificano, e giorno dopo giorno diventiamo sempre più bravi a percepire emozioni negative… e meno quelle positive. Oggi per far contento un adolescente non basta uno scooter, un giubbino da 200 euro, un cellulare con fotocamera da 3 megapixel, serve sempre di più, perchè il disagio è dentro…

Da dove viene allora? Un adolescente è stato anche bambino, e la maggior parte dei contenuti nei film, persino i film per bambini o adolescenti (Harry Potter, cartoni animati, etc.) ha una trama ansiogena per molti soggetti,  numerose scene sono talmente ansiogene da stimolare paure e attivare la CPD…

… ogni stimolo che allena la tua corteccia prefrontale destra la potenzia… la fortifica… la tiene pronta, affinchè tu sia sempre pieno di disagio, uno stato di lieve paura… di sottile ansia.. di .. chiamiamolo… malessere, si, un malessere di cui non capisci bene il perchè, uno stato di cui ti chiedi da dove viene…

… e allora… per quale motivo ti senti spesso giù di morale senza capire perchè?

Facciamo una metafora? Il meccanismo ha molto a che fare con un fenomeno fisico, un semplice fenomeno neurologico e biologico: sei come uno cui sia costantemente applicato un elettrostimolatore al braccio destro mentre gli viene immobilizzato il braccio sinistro… e questo per mesi e anni… pensi sia possibile sollevare qualcosa con il braccio fermo da anni? Lo stesso vale per la nostra corteccia prefrontale sinistra atrofizzata.

Impossibile essere felice se la tua parete cerebrale deputata viene costantemente sotto-alimentata, e quelle negativa iper-nutrita di stimoli.  

Ma come.. è la prima volta che senti queste cose, anche se sono così importanti? Questione di Spirale del Silenzio, ne ho parlato in un post specifico http://potenzialeumano.wordpress.com/2009/08/11/la-spirale-del-silenzio-in-azienda-e-non-solo/

La disuassefazione richiederà tempo, il Potenziale Umano nella sua piena espressione richiede liberazione dai veleni mentali, e non riguarda solo i bambini, ma le intere società, incluse le nostre aziende che si nutrono di libri idioti (…  i 10 facili trucchi per… etc)… insomma, se si mangia “veleno per il sistema nervoso” per tanti anni non è strano sentire qualche fastidio allo stomaco… se si nutre la CPD giorno dopo giorno, non è strano sentirsi spesso a disagio, in ansia o in sottili stati di tensione immotivata, che non capisci da dove vengano…

… Il problema è con cosa sostituire il “veleno digitale” e come farlo… ma non possiamo trattarlo qui e adesso… serve troppo tempo…e  ho troppo poco tempo adesso… posso solo dire che servono attività fisiche, sport, buone conversazioni (non sul tema dei cellulari o di reality) e tanto altro, ma devo andare a fare un pò di boxe, sai… sono anni che mi intossicano senza saperlo…  devo cercare di buttare fuori questo veleno…

Ps. se sei daccordo magari fai clic sulla manina sul pollice alto del link del sito che ospita questo articolo…  così il tema sale di popolarità e se ne parla un pò di più…

Approfondimenti scientifici ed estratti sintetici dal volume:

Trevisani, Daniele (2009), “Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance”, 240 p., editore Franco Angeli, Milano

Scheda completa del volume su IBS (Internet Bookshop Italia) al link:

http://www.ibs.it/code/9788846498625/trevisani-daniele/potenziale-umano-metodi-e.html?shop=4636

 

©: dott. Daniele Trevisani, www.studiotrevisani.it –estratto dal cap. 2, pag. 55-56,

Le neuroscienze insegnano che il cervello risponde agli stimoli con meccanismi molto simili a quelli dei muscoli: le aree usate frequentemente lavorano, si rafforzano, si “irrobustiscono”, si potenziano; le aree inutilizzate diminuiscono di tono e volume sino a divenire quasi inesistenti (chi ha avuto lunghe ingessature si è potuto rendere conto direttamente di quanto il non-utilizzo produca riduzione del volume della zona ingessata).

Lo stesso meccanismo accade nella mente. Una sequenza di momenti positivi e sensation windows positive (SW) allena e tiene attiva la corteccia prefrontale sinistra, la cui attività si correla a emozioni positive (gioia, capacità di cogliere le positività, sensazioni, energia, coscienza). Al contrario, una sequenza di SW negative allena la corteccia prefrontale destra, maggiormente specializzata nel cogliere emozioni negative.

Addirittura, i neuro-scienziati hanno dimostrato un effetto sull’induzione di percezione e ricordo positivo, tramite stimolazioni magnetiche dirette (repetitive transcranial magnetic stimulation) della zona orbitofrontale sinistra.

In termini di coaching formativo, non volendo confondere i ruoli (le stimolazioni tramite attrezzature biomedicali sono sfera medica), preferiamo indurre una uguale e maggiore capacità (persino più duratura) tramite apprendimento esperienziale, per vivere i goal e obiettivi positivi, generando stimoli allenanti ed esistenziali adeguati. Questi effetti non sono banali.

Va da se che se alleniamo molto un braccio e l’altro no, avremmo degli scompensi. Così come se avessimo una gamba potente e muscolosa e un’al­tra de­bole e avvizzita, la nostra camminata sarebbe zoppicante, e l’equilibrio dell’or­ganismo si farebbe deficitario. Ogni disequilibrio fisico porta a ripercussioni negative su tutto l’apparato scheletrico e muscolare, ed ogni disequilibrio mentale a malfunzionamento del pensiero, malessere e sofferenza psichica.

Il funzionamento ottimale dipende perciò anche dalla capacità di creare equilibri e simmetrie, e un potenziamento “stupido”, che non tenga conto degli equilibri, ma cerchi solo “potenza”, è dannoso, distruttivo.

Lo stesso accade nella mente. Dobbiamo imparare ad allenare e stimolare la corteccia prefrontale sinistra e in generale a vivere le emozioni positive non solo in seguito ad eventi enormi (lotterie, vincite) ma anche e soprattutto in attività che altrimenti non coglieremmo. Dobbiamo programmare spazi e tempi in cui farlo. È questione di sopravvivenza.

Disintossicare la mente non è quindi più solo arte ma anche scienza.

È importante quindi non solo generare spazi e tempi dedicati, ma anche cogliere sensazioni positive (sensation windows), esperienze che sfuggono anche se limitate o non eterne, e il dono che ne deriva.

La vita ci offre continuamente doni, anche se limitati.

Per dono limitato si intende la sensazione che anche un semplice gesto o atto può portare per pochi istanti, senza pretendere che esso duri per sempre.

Ed ancora, apprendere a cogliere energie da una capsula spaziotemporale (il dono di un frame), fa parte di nuove abilità da coltivare in sé e negli altri.


Vedi, tra i contributi di ricerca sul tema: Davidson, R. J. (1998), Understanding Positive and Negative Emotion, in LC/NIMH conference proceedings “Discovering Our Selves: The Science of Emotion”, May 5-6, 1998, Decade of The Brain Series, Library of Congress, Washington DC.

Schutter, D. J., van Honk, J. (2006), Increased positive emotional memory after repetitive transcranial magnetic stimulation over the orbitofrontal cortex, Journal of Psychiatry and Neuroscience, Mar. 31 (2), pp. 101-104 (Department of Psychonomics, Affective Neuroscience Section, Helmholtz Research Institute, Utrecht University, Utrecht, NL).

©: dott. Daniele Trevisaniwww.studiotrevisani.it –estratto dal cap. 2, pag. 55-56,


Altri contributi ai seguenti blog:

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    1.11. Raggiungere obiettivi

    1.11.     Raggiungere obiettivi

    Energie e capacità mettono le persone in grado di dirigersi verso i propri obiettivi o scopi, siano essi già inquadrati come progetti con un output preciso, o semplici idee ispiratrici, ancora non definite o ben focalizzate.

    I tre grandi piani di lavoro (energie personali, competenze, obiettivi), sono variabili tecniche, ma dietro ad esse si trova uno sfondo umanistico enorme, dalle grandi implicazioni, che vogliamo esaminare.

    Ottenere risultati e tagliare i propri traguardi è un tema importante per l’individuo, per un gruppo (team sportivo, team aziendale), e per un’intera organizzazione o azienda, persino per una nazione o l’intera umanità.

    La quantità di implicazioni psicologiche che si ritrovano dietro ai risultati, tuttavia, è impressionante. Solo chi li ha faticati in prima persona è consapevole dello sforzo, delle energie mentali e motivazionali spese per attività che apparivano, a prima vista, banali o puramente tecniche.

    A volte non sono gli obiettivi ad essere difficili, ma le persone.

    Ad esempio, la prestazione in un esame dipende sia dalla conoscenza della materia (aspetto tecnico) ma anche dalla capacità di gestire emozioni, ansia e attesa, essere comunicativi e mentalmente presenti (componente psicologica), e questa è ben più difficile da affrontare che non lo studio di una materia.

    Anche nello sport, vincere una partita prevede la capacità di creare un team vincente, lavorare ai climi psicologici del gruppo, sostenere le individualità, creare uno spirito di squadra. Chi dimentica questo perde.

    Lo sanno bene le nazionali forti che possono subire sconfitte pesanti e umilianti anche da squadre di paesi semisconosciuti, se affrontano l’impe­gno con “sufficienza”, o si trovano nella condizione psicologica sbagliata, mentre gli avversari sono iper-motivati e affamati di vittoria.

    Anche in azienda il fuoco della motivazione e della passione, e le qualità mentali, fanno la differenza: un progetto davvero innovativo prima si pensa, poi vi si investe. La qualità del pensiero viene prima.

    Una distinzione fondamentale consiste nel riconoscere che esiste una matrice di obiettivi, e questa parte da risultati molto focalizzati (micro-goal, come rimanere positivi nei vari momenti di un’attività, anche se impegnativa), passa per obiettivi più ampi (es.: gestire bene un progetto cui teniamo), sino a salire agli obiettivi esistenziali (Life Objectives), come il bisogno di vivere a pieno la vita, e la ricerca della felicità.

    In ciascuno di questi stadi vi sono catene da spezzare e cose da imparare.

    Secondo questa visione, vivere pienamente significa ben più che esistere.

    Questo ha ripercussioni non piccole sul concetto stesso di performance e di potenziale umano. Come sostiene Oscar Wilde:

     

    La cosa più difficile a questo mondo? Vivere! Molta gente esiste, ecco tutto

    (Oscar Wilde).

     

    Quindi, fissiamo immediatamente un concetto: si possono ottenere performance senza lavorare sul potenziale umano seriamente (es.: doping, o comprare un risultato) ma questo non ci interessa, non è il nostro fine. Anzi, questi pseudo-risultati sono il polo negativo, il male, le bugie, le false promesse, ciò da cui vogliamo stare lontani.

    Il lavoro che ci apprestiamo a fare infatti è quello allenante, preparatorio, formativo, costruttivo, il dare forma (Modeling) al potenziale e alle prestazioni tramite un lavoro serio, fatto di continuità, tecnica, strategia, sudore.

    Due elementi fondamentali di una prestazione umana sono: (1) gli scopi (obiettivi) e (2) il loro grado di raggiungimento (nullo, intermedio, totale).

    Rispetto agli scopi, ci concentriamo soprattutto su quelle prestazioni o performance che hanno un senso di contributo, di liberazione, di espressione, di emancipazione. In altre parole, le prestazioni non solo meccaniche.

    Rispetto al grado di raggiungimento, consideriamo che esso sia una funzione strettamente dipendente dal tipo di potenziale raggiunto (dalla persona, dal team, dall’organizzazione), e che per l’eccellenza bisogna lavorare sulla crescita strutturale più che sui risultati immediati. È la nostra visione.

    È più importante insegnare ad un atleta a gestirsi, a non bruciarsi, ad avere una carriera e una vita, a trovare equilibri, che non spremerlo e gettarlo per una singola gara o stagione.

    Lo stesso per avere manager e professionisti preparati in azienda: stiamo o no creando un sistema che li formi, una palestra di formazione aziendale? Se non abbiamo un programma serio in merito, non lamentiamoci se dovremo richiamare i pensionati. In ogni squadra seria si coltiva un vivaio e un settore giovanile, e questo vale anche in azienda. Molti vogliono risultati senza investire, e spremono l’azienda, ma non fanno crescere le persone.

    Ancora una volta, vogliamo lavorare alle condizioni che permettono di ottenere i risultati quando li desideriamo, senza attendere manna dal cielo o la fortuna.

    Il nostro approccio considera le performance vere non solo come atti tecnici, ma espressioni di libertà, applicazioni di una volontà emancipata di andare oltre, di scegliere (Free Will), un concetto che sta entrando finalmente nella letteratura anche manageriale:

     

    La libera volontà è l’abilità di un agente di selezionare un’opzione (comportamento, oggetto, etc.) da una serie di alternative[1].

     

    Nei capitoli successivi passeremo in rassegna numerosi dettagli tecnici sui quali lavorare per una formazione e coaching analitici e in profondità.

    Non dimentichiamo però lo spirito di fondo, che è sempre quello di un messaggio positivo, ciò che un padre vuole trasmettere ad una figlia, o figlio, o al prossimo, rispetto alle energie e alla vita: ogni volta che ti svegli, pensa positivamente a cosa fare di buono oggi. Ogni volta che vai a dormire, rivedi le cose buone accadute, sensazioni positive che avresti dato per scontato. Poi, pensa a cosa ti piacerebbe fare di buono domani, cosa ti renderà felice, che contributo puoi dare a te e agli altri, in cosa puoi applicarti bene. Fai cose che ti daranno energie, riduci quelle che ti impoveriranno spiritualmente e fisicamente.

    Non lasciarti spegnere. Ogni volta che sei triste chiediti se la tristezza ti merita o se puoi dirottare le tue energie verso qualcosa di positivo.

    Ogni volta che guardi avanti cerca il bene, e quando ti guarderai indietro sarai orgogliosa di te. Questo è rendere omaggio al dono di esistere.

    Agire, provarci, in modo da potersi guardare indietro con senso dell’onore, è luce, un bisogno che traspare in ogni storia vera, in ogni cultura umanistica e spirituale, come si intravede bene in questa testimonianza dagli Indiani d’America:

     

    “Oh Grande Spirito, la cui voce ascolto nel vento,

    il cui respiro dà vita a tutte le cose.

    Ascoltami; io ho bisogno della tua forza e della tua saggezza,

    lasciami camminare nella bellezza,

    e fa che i miei occhi sempre guardino il rosso e purpureo tramonto.

     

    Fa che le mie mani rispettino la natura in ogni sua forma

    e che le mie orecchie rapidamente ascoltino la tua voce.

    Fa che sia saggio e che possa capire le cose che hai pensato per il mio popolo.

    Aiutami a rimanere calmo e forte di fronte a tutti quelli che verranno contro di me.

    Lasciami imparare le lezioni che hai nascosto in ogni foglia ed in ogni roccia.

    Aiutami a trovare azioni e pensieri puri per poter aiutare gli altri.

    Aiutami a trovare la compassione

    senza la opprimente contemplazione di me stesso.

     

    Io cerco la forza, non per essere più grande del mio fratello,

    ma per combattere il mio più grande nemico: Me stesso.

    Fammi sempre essere pronto a venire da te con mani pulite e sguardo alto.

    Così quando la vita appassisce, come appassisce il tramonto,

    il mio spirito possa venire a te senza vergogna”.

     

    Preghiera per il Grande Spirito,

    Tatanka Mani (Bisonte che Cammina) (1871-1967)


    [1] Mick, D. Glen (2008), Degrees of Freedom of Will: An Essential Endless Question in Consumer Behavior, Journal of Consumer Psychology, 18 (1), 17-21.

    _________

    Copyright, dal Volume: “Il Potenziale Umano”

    Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance

    Matrix

    Dal film “Matrix”

    Morpheus: Matrix è ovunque, è intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L’ avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità
    Neo: Quale verità?
    Morpheus: Che tu sei uno schiavo, Neo. Come tutti gli altri sei nato in catene. Sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha muri, che non ha odore. Una prigione, per la tua mente